Supplici a Portopalo – luglio/agosto 2011

Supplici a Portopalo
dalla tragedia di Eschilo al dramma dei migranti

con Vincenzo Pirrotta
regia di Gabriele Vacis
ideazione e drammaturgia di Monica Centanni

scenofonia di Roberto Tarasco
assistente alla drammaturgia di Anna Banfi

un progetto di Change Performing Arts
prodotto da CRT Artificio / Milano
in collaborazione con Taormina Arte e il Circuito del Mito
e con la collaborazione dell’Associazione Engramma / Venezia

Le parole del teatro antico per rappresentare un dramma del nostro presente

Sulla costa siciliana, divenuta frontiera delle rotte della disperazione del Mediterraneo, un coinvolgente racconto teatrale basato su Supplici di Eschilo, che mette in scena la difficile decisione della città di fronte alla richiesta di asilo di chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla carestia. I versi di Eschilo si intrecciano, si confondono, con i racconti dei migranti che approdano in Sicilia dalla costa africana, dopo peripezie inenarrabili.

La spietata logica del respingimento di chi si presenta supplice, alle porte della città, a chiedere aiuto è deprecabile e inaccettabile per le leggi non scritte del codice etico della gente di mare, ma anche per la sensibilità di una comunità civile. Ma non basta la carità, non basta la pietà: solo la dimensione politica – insegna già Eschilo 2500 anni fa – può affrontare e risolvere positivamente, nel segno del bene comune, la difficoltà di migranti e cittadini.

Qual è il ruolo del teatro oggi? Può una tragedia di Eschilo, un’opera di 2500 anni fa raccontare il nostro presente? Quante Portopalo ci sono in Europa? E quanto a lungo dovrà continuare questo racconto? Il racconto teatrale si fa orazione civile e occasione di riflessione collettiva su uno dei temi più importanti del dibattito politico attuale. Il teatro recupera la funzione originaria per cui fu inventato nell’Atene del V secolo a.C., agli albori  della democrazia e della politica.

Portopalo, un caso per tutti
Portopalo è una città di frontiera sulla punta estrema della Sicilia, un piccolo paese che vive quotidianamente la realtà degli sbarchi e il problema dell’accoglienza, in cui una piccola comunità di pescatori e di contadini è costretta a misurarsi con una legislazione ambigua, a fare i conti con norme restrittive che non fanno parte del codice tradizionale delle genti di mare. Portopalo è lo scenario su cui le parole antiche di Eschilo e i racconti dei migranti del nostro tempo acquistano una nuova vitalità.

Nella costruzione del testo del racconto teatrale è stata coinvolta direttamente la comunità di Portopalo, in prima linea sul fronte dell’accoglienza a chi arriva privo di tutto a chiedere aiuto e asilo – dai lontani episodi di accoglienza. ospitale e generosa, dei primi stranieri negli anni ’80, alla tragica esperienza del naufragio del Natale 1996, costato la vita a 386 migranti, fino al problema urgente di far fronte a un’emergenza quotidiana, umanamente e socialmente pressante. Nella notte del 19 settembre 2009, durante la prima rappresentazione di Supplici a Portopalo, sulla spiaggia del paese è approdato un barcone che era partito due giorni prima dalle coste della Libia: nel racconto teatrale è inserito un video girato la mattina dopo, con le immagini dei migranti eritrei ed etiopi nel campo di prima accoglienza di Portopalo.

Il testo e i protagonisti
Nella trama di Supplici di Eschilo un filo importante è il tema del diritto d’asilo. Le cinquanta figlie di Danao in fuga dall’Egitto chiedono ospitalità alla città greca che, concedendola, mette però in pericolo la sicurezza dei cittadini e rischia una guerra. L’assemblea della città deciderà di rispettare il sacro dovere di dare asilo ai supplici, anche se le minacce di guerra diverranno sempre più concrete.

Un testo di straordinaria attualità, in cui si evidenzia con chiarezza che l’accoglienza è essere compito dello stato che ha l’onere di assumersi la responsabilità di costruire il dialogo tra gli stranieri e i cittadini.

Il testo del racconto teatrale è costruito intessendo l filo principale della trama di Supplici con altri frammenti di tragedie eschilee e con racconti tratti dalle testimonianze dei migranti: in evidenza come il tema dell’immigrazione e dell’accoglienza implichi una riflessione sulle basi stesse della nostra convivenza civile.

Interprete del racconto teatrale diretto e condotto in scena da Gabriele Vacis è Vincenzo Pirrotta, con all’attivo importanti ruoli nel teatro classico.

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